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Il rischio cardiovascolare intermedio
I soggetti che prima dei 50 anni si trovano nella fascia a rischio basso o intermedio tendono a migrare nelle decadi successive verso le fasce a maggior rischio. Nella fascia ad alto rischio > 20% la percentuale dei soggetti che migrano risulta triplicata con il progredire dell’età dai 40 ai 60 anni (Tab. I).
Rischio cardiovascolare assoluto
secondo Framingham a 10 anni
(Tab. I database Health Search)
Un importante studio condotto dai medici di Medicina Generale (SIMG) ha individuato nei soggetti compresi tra i 40 e i 59 anni il target ideale su cui mirare gli interventi di medicina preventiva [1]. Le malattie cardiovascolari rimangono la principale causa di morte tra i soggetti adulti (44 % dei decessi registrati in Italia nel 2004, fonte ISS). |
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La medicina di prevenzione
Propone per la gestione del soggetto a rischio intermedio:
• Analisi del livello di colesterolo totale, di HDL-C e di LDL-C
• Misurazione della pressione arteriosa
• Analisi della glicemia
Un soggetto con valori al di fuori della norma e con un’età di 40-60 anni può intraprendere una serie di misure che lo condurranno a ottenere una riduzione significativa del rischio cardiovascolare.
Misure da intraprendere
• Un adeguato controllo del regime dietetico
• Esercizio fisico
• Smettere di fumare
• Intervento di sostegno di tipo non farmacologico
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